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SECONDA PUNTATA

  • 3 set 2025
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 26 giu

PUNTATA 2 - S1



IL MERCANTE DELLE OMBRE E IL GATTO CARCERIERE




FABIO APRE


Cari cercatori di guai ricorsivi, bentornati.

Avete mai provato a litigare con una strada?

Ad Agridonia succede ogni lunedì emotivo: più siete in crisi, più il Labirinto si diverte a cambiare direzione.

È il tipo di città che si nutre della vostra ansia come un algoritmo di social media. Solo meno ipocrita riguardo al fatto.

Stamattina, però, le strade sono stranamente tranquille.

Poche paranoie.

Poca ansia collettiva in circolo.

Pochi sensi di colpa.

Poche rate mentali scadute.

Giordano, Brian, Kai e Fuffi camminano verso la Cintura Nebula convinti di andare "a parlare" con la Custode.

Che è un po' come dire: andiamo a negoziare con una tempesta usando un ombrellino di carta.

Ieri una chiave truccata ha fregato un ingenuo.

Oggi scopriremo cosa succede quando metti un gatto e una strega nella stessa stanza, e speri che nessuno morda per primo.

Spoiler: qualcuno morde.


L'ALBA NELLA VALLE LABIRINTO


La luce del quel mattino ad Agridonia faceva schifo e non aveva fretta di uscire.

Giordano aveva radunato gli altri davanti al Centro le Maschere prima che il posto aprisse, il che significava prima che Brian si attaccasse al boccale e diventasse filosoficamente inamovibile.

Fuffi seguiva il gruppo facendo lazzi con la propria coda, distraendosi con un bullone lucido, poi con la propria ombra su una lamiera, poi di nuovo col bullone.

«Presto» aveva detto Giordano.

«Prima che le strade decidano di avere una giornata.»

Nella Valle Labirinto, gli incroci non si muovevano. I vicoli non si riorganizzavano con la solita foga.

Era tutto stranamente fermo, come una città che trattiene il fiato.

Brian fiutò l'aria con sospetto.

«Oggi il Labirinto è più noioso del monologo di un Ottenebrato. Che succede?»

«Le scorie psichiche erano poche, stanotte» disse Giordano, senza rallentare.

«Le strade si muovono coi pensieri che vi attorcigliate addosso prima di dormire. I rimpianti. L'ansia delle 23:51 di non riuscire a pagare la bolletta.

La preoccupazione di non aver capito il colpo di scena di una storia.»

Kai lo guardò.

«Le… scorie cosa?»

«Psichiche.»

«Ah.» Pausa.

«E come si fa a produrne di meno?»

«Si dorme» disse Brian, sistemando la custodia del liuto-corvo.

«Io ieri notte ho sognato il corvo del liuto che volava via..

Mi sono svegliato sudato freddo, ma ho dormito. Dev'essere per quello che le strade stamattina sono così placide. Tutti troppo esauriti per angosciarsi.»

Kai annuì, serio.

«Mia moglie dice che mi agito nel sonno. Forse è colpa mia la strada per casa cambia sempre.»

Camminarono in silenzio.

Quel tipo di silenzio che sa di domande che nessuno ha ancora voglia di fare ad alta voce.

Poi Giordano si fermò.

Davanti a loro il paesaggio si apriva su due direzioni: le Rovine degli Illuminati a sinistra, la Cintura Nebula dritta davanti.

«Andiamo a fare due chiacchiere con la Custode» disse.

Voce piatta, di quelle che non lasciano spazio a controfferte.

Si incamminò verso la Cintura.


L'INCONTRO NELLA CINTURA NEBULA


La torre della Custode era un ago di roccia e rottami contro un cielo grigio per vocazione.

La nebbia, qui, aveva un odore preciso: muschio e disinfettante economico mescolati.

La trovarono nella sua torre mentre contava Oboli.

Il mantello, quel tessuto vivo di circuiti riciclati, fili di rame e contratti strappati, le si agitava attorno mosso da un vento che non c'era.

Appena Fuffi varcò la soglia, il mantello vibrò più forte.

Mandò un ronzio basso, quasi riconoscente.

Fuffi rispose con le fusa.

La Custode non alzò lo sguardo dal conto.

«Ibrido. So perché sei qui. Il Frammento non ce l'ho più.»

«Non mi stupisce» disse Giordano.

«Chi ce l'ha? Il Velo?»

Rise.

Un suono di metallo, di quelle risate che non sono mai allegria.

«Figlio del Velo con l'anima del Nucleo.

Ti conosco bene, Giordano.

No, non è stato tuo padre.»

Una pausa teatrale che non ingannò nessuno.

«È stato Frankus. Quel maledetto collezionista di anime e cianfrusaglie.

Mi ha fatto un'offerta che non si rifiuta.»

Lo disse con la faccia di chi si aspetta comprensione. Gli occhi le restavano asciutti come un contratto scaduto.

Giordano non rispose subito. Guardò il mantello che vibrava. Poi guardò Kai, che stava già tirando fuori la Chiave di Kepek.

«Kai. Fermo.»

Kai si bloccò.

«Perché?»

«Il mantello.» Giordano indicò col mento.

«La silenzia. Prova.»

Kai agitò la chiave. Niente. Nessun calore, nessun trillo.

Muta.

«Non funziona» confermò Kai.

Giordano annuì.

Era esattamente quello che si aspettava. La Custode era una bugiarda di mestiere, ma il mantello aveva una logica tutta sua.

Reagiva a Fuffi, zittiva la chiave.

C'era un filo, tra quei due oggetti, che portava da qualche parte interessante.

Non adesso, però.

«Fuffi» disse.

Il gatto guardò Giordano con attenzione professionale.

«Resta qui. Tienila d'occhio. Se mente, se senti puzza di trappola del Velo, fammelo sapere a modo tuo.»

Fuffi saltò sul tavolo e piantò gli occhi sulla Custode con lo sguardo di un ispettore fiscale arrivato senza preavviso.

Il mantello vibrò.

Stavolta in tono minore, quasi lamentoso.

Senza aggiungere altro,

Giordano fece cenno a Brian e Kai di seguirlo fuori, aveva un’altra croce sulla mappa.


ROVINE DEGLI ILLUMINATI


Le Rovine erano il cimitero di una civiltà che non aveva capito quando smettere.

Statue senza testa.

Ologrammi di fantasmi pubblicitari che a ciclo continuo sussurravano nell'aria: Compra! Compra anche nell'aldilà!

Offerta tre per due sulle anime!

E poi ricominciavano, instancabili, come solo la pubblicità sa fare.

Frankus stava lì in mezzo, in ginocchio tra le macerie, i guanti di velluto e l'aria di chi non si è mai sporcato le mani davvero in tutta la vita.

Un uomo grigio perla.

Il colore della neutralità che avvelena.

Gli occhi due monete.

Stava estraendo un microchip dai resti di un vecchio rettangolo luminoso pubblicitario con la cura di un chirurgo e la soddisfazione di un collezionista.

«Ecco» disse, senza voltarsi, sentendoli arrivare.

«Un piccolo ricordo.

Te lo do a cinquanta Oboli.

Oppure in cambio di un tuo ricordo felice, ragazzo.»

Giordano gli andò incontro.

«Frankus. La Fiamma Ermetica non ha prezzo, non è una cianfrusaglia da bancarella. È il terzo Frammento del Codice Maestro.»

Frankus lucidava l'oggetto con un panno di seta.

Lentamente, con gusto.

«Tutto ha un prezzo. Anche la tua rabbia. Te la compro a tre Oboli e un buono sconto sulla tua prossima delusione.»

Brian pizzicò una nota.

«Amico, il tuo sorriso vale meno della mia birra scaduta. E quella sa di piede.»

«Il prezzo è il prezzo.» Gli occhi-moneta di Frankus si posarono finalmente su Giordano, e lì rimasero.

«Ma non è a te che lo vendo. Sei irrequieto. Impulsivo. Un miscuglio interessante, ma scomodo. Io tratto solo con chi ha autorità.»

Una pausa calibrata.

«Portami da Lorenzo. Né il Velo né il Nucleo mi interessano come bandiere. Mi interessano gli affari. E Lorenzo è uno che gli affari li capisce.»

Giordano si sentì chiudere i pugni da soli.

Frankus non voleva trattare.

Voleva una porta aperta sul cuore del Nucleo, e teneva il Frammento come leva.

Semplice, efficace. Il tipo di mossa che funziona perché non ti lascia un'uscita elegante.

Restò zitto un secondo.

Poi sorrise. Un sorriso tagliente.

«Va bene» disse.

«Sei libero di andare all'Osservatorio. Vai adesso, Lorenzo è lì.

Vediamo se la tua neutralità regge la sua pipa filosofica.»

Frankus non capì, ma annuì soddisfatto come uno che ha appena fatto un ottimo affare.

Il Frammento rimase con lui.

I tre si allontanarono dalle Rovine.

Il silenzio tra loro pesava come una scommessa persa.

«E adesso?» chiese Kai.

«Adesso» sospirò Giordano,

«Andiamo a riprenderci Fuffi, ho delle domandine da fare alla Custode.

Ci penserà Lorenzo a recuperare il frammento.»

Si diressero verso la Cintura Nebula con l'amaro in bocca e la sensazione netta che Frankus avesse appena spostato tutti i pezzi sul tavolo, senza che nessuno di loro se ne fosse accorto in tempo.


FABIO CHIUDE


La Custode non ha più il Frammento.

Il mantello ingoia bugie e silenzia la concorrenza.

Fuffi è rimasto a fare il carceriere con le fusa.

E stava svolgendo il lavoro con più professionalità di chiunque altro in questa storia.

Frankus ha messo le mani sulla vicenda.

Grigio perla, occhi da ragioniere, il sorriso di chi firma contratti che gli altri capiscono troppo tardi.

Il tipo di personaggio che non urla mai, non minaccia mai, e vince quasi sempre.

Il Labirinto, intanto, si è sistemato comodo ad aspettare:

da una parte il Nucleo che manda ragazzini simpatici in missione, dall'altra il Velo che manda un mercante affamato, nel mezzo un gatto che capisce più clausole di un notaio.

La prossima volta vedremo cosa succede quando metti un mercante, un filosofo e un Frammento sullo stesso tavolo.

Io scommetto dieci Oboli che qualcuno firma senza leggere le note in fondo pagina.

Indovinate chi.

Ora, se mi scusate, ho una Luppoluna in caldo che mi aspetta.

A presto, viandanti, dal vostro ospite mentale.



© Il Mondo Giordano — Giordano Project

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