SECONDA PUNTATA
- il narratote

- 3 set
- Tempo di lettura: 6 min
IL MERCANTE DELLE OMBRE E IL GATTO CARCERIERE
(Sipario che si apre non su una nebbia, ma sul chiarore incerto dell'alba ad Agridonia)
"Cari Viandanti che ancora stropicciate gli occhi dal sonno,
riassunto lampo della puntata scorsa:
un ingenuo (Kai), una strega dai capelli ramati (la Custode),
una truffa (una chiave di legno per un frammento luccicante) e un eroe con la cicatrice a melagrana (Giordano) che trasforma una fregatura in un'arma.
Ora, mettetevi comodi.
La storia riprende da qui..."
SCENA 1: DUE GIORNI DOPO. L'ALBA NELLA VALLE LABIRINTO.
La luce del mattino filtrata tra i camini a vapore di Agridonia era grigia e pigra.
Giordano, accompagnato da Fuffi che faceva lazzi con la propria coda,
aveva radunato Kai e Brian davanti al Centro Le Maschere.
"Presto" aveva sussurrato Giordano.
"Prima che le strade decidano di fare i capricci."
I quattro uscirono dalla città madre, inoltrandosi nella Valle Labirinto.
Intorno a loro, le strade di rottami d’asfalto e metallo sembravano insolitamente tranquille.
Gli incroci non si muovevano, i vicoli non si riorganizzavano con la solita foga caotica.
Brian, fiutando l'aria con sospetto, commentò:
"Oggi il Labirinto è più noioso del monologo di un Ottenebrato.
Che succede?"
Giordano, camminando a ritmo serrato, lanciò un'occhiata alle architetture silenti:
"Le strade non sono cambiate molto dalla notte scorsa.
Evidentemente le scorie psichiche erano poche."
Kai lo guardò, confuso.
"Le scorie... cosa?"
"Psichiche" spiegò Giordano, senza rallentare.
"Sono i pensieri che vi attormentano prima di dormire.
I rimpianti del Vecchio Mondo che ristagnano come veleno.
La preoccupazione delle 23:51 di non riuscire a pagare la bolletta della luce. L'ansia di un lettore che teme di non aver capito il colpo di scena finale."
Brian sogghignò, aggiustando la custodia del suo liuto-corvo.
"Ah, quelle! Bei tempi. Io ieri notte ho fatto un sogno strano:
dovevo caricare un video virale è non avevo il wi-fi.
Non so che significa ma mi sono svegliato sudato freddo.
Dev'essere per quello che le strade sono così placide:
tutti troppo stanchi per angosciarsi."
Kai annuì, serio.
"Mia moglie... dice sempre che mi agito nel sonno.
Forse è colpa mia se ieri la strada per casa nostra è cambiata tre volte."
Fuffi, nel frattempo, seguiva il gruppo distraendosi con tutto ciò che trovava: un bullone lucido che diventava una pallottola, un'ombra curiosa da inseguire, il proprio riflesso su una lamiera.
Camminarono in silenzio per un po', quel tipo di silenzio che sa di domande in sospeso.
Poi Giordano si fermò.
Davanti a loro, il paesaggio si apriva sulle distese desolate che conducevano sia alle Rovine degli Illuminati è la Cintura Nebula.
"E ora" disse Giordano, la voce improvvisamente dura,
"andiamo a fare due chiacchiere con la Custode della Nebbia."
...Incamminandosi in direzione della Cintura.
«Miei cari cercatori di guai, avete presente quella sensazione di domenica sera? Quando il week-end è finito e il lunedì vi fissa dall’angolo della stanza con un sorriso da psicopatico? Ecco, le strade di Agridonia sono così: assorbono il vostro terrore esistenziale e lo usano come carburante per muoversi. Per fortuna, a volte, anche le ansie vanno in vacanza. Ma state certi: torneranno.
E con gli interessi.»
SCENA 2: L'INCONTRO NELLA CINTURA NEBULA
La torre della Custode era un ago di roccia e rottami che si stagliava contro un cielo perennemente plumbeo. La nebbia, qui, era più fitta e puzzava di ozono e opportunismo.
La trovarono mentre contava una pila di Oboli, il suo mantello – un tessuto vivente di circuiti riciclati, fili di rame e contratti strappati – che si agitava lievemente attorno a lei come fosse mosso da un vento interno.
Appena Fuffi entrò nella stanza, il mantello vibrò più forte, emettendo un leggero ronzio. Il gatto fece lo stesso, con le fusa.
"Ibrido" lo salutò lei, senza alzare lo sguardo dal suo conto.
"So perché sei qui. Il Frammento non ce l'ho più."
"Non mi stupisce" rispose Giordano, freddo.
"Chi c’è l’ha? Il Velo?"
La Custode rise, un suono metallico.
"Figlio del Velo con l'anima del Nucleo... Ti conosco benissimo, Giordano. No, non è stato tuo padre. È stato qualcuno molto, molto più affamato...
Frankus. Quel maledetto collezionista di anime e cianfrusaglie!
Mi ha offerto un prezzo... irrinunciabile."
Lo disse con singhiozzi teatrali, ma i suoi occhi erano secchi e calcolatori.
Giordano fissa il mantello che vibra e sussurra:
"Kai, aspetta. Qui la tua chiave non funzionerà. Quell'aggeggio... sta silenziando tutto, controlla"
disse Giordano, sicuro di sé.
Kai che agitava la chiave di Kepek per farla funzionare.
“Non funziona”
disse Kai guardando Giordano con occhi da coccodrillo.
“Il mantello”
disse Giordano sorridendo per la propria intuizione, era proprio così il mantello della custode silenziava la chiave e lui se l’ho aspettava.
Giordano studiò la scena.
La Custode era una bugiarda nata, ma il suo mantello no.
Quella strana simbiosi tra tecnologia e magia reagiva alla verità.
E soprattutto, reagiva a Fuffi e silenziava la chiave.
C'era una connessione lì, pensò, qualcosa che andava oltre... qualcosa di antico.
Ma non era il momento di indagare.
"Fuffi" chiamò Giordano.
Il gatto lo guardò.
"Rimani qui. Controllala. Se mente, se è una trappola del Velo... fallo sapere a modo tuo."
Fuffi emise un "mrrrow" di assenso e saltò sul tavolo, fissando la Custode con lo sguardo di un agente del fisco.
Il suo mantello vibrò, stavolta in tono minore, quasi lamentoso.
Senza aggiungere altro, Giordano fece cenno a Kai e Brian di seguirlo. Avevano una nuova pista; Le Rovine degli Illuminati.
«Un mantello fatto di contratti strappati. Vi siete mai chiesti cosa succede a un patto violato? Dove va a finire la promessa non mantenuta, la clausola nascosta, la firma estorta? Be’, ad Agridonia, diventano fili di rame e energia statica. E cercano disperatamente un padrone che le plachi.
O un gatto che le faccia le fusa. State attenti alle cose che firmate, viandanti.
Potreste ritrovarvele addosso.»
SCENA 3: LA TRACCIA NELLE ROVINE DEGLI ILLUMINATI
Le Rovine erano un cimitero di civiltà perdute:
Statue decapitate che piangono silicio, ologrammi di fantasmi pubblicitari che sussurravano:
"Compra! Compra anche nell'aldilà! Offerta 3x2 sulle anime!"
E lui era lì. Frankus il Mercante.
Uomo in grigio perla, il colore della sua neutralità tossica.
Occhi come monete che cliccavano valutando il peso di un'anima.
Setacciava macerie con guanti di velluto, estraendo un microchip dai resti di un vecchio McDonald's illuminato.
"Ecco" disse, senza voltarsi, sentendoli arrivare.
"Un piccolo ricordo. Lo vendo a 50 Oboli... o l'equivalente in un tuo ricordo felice, ragazzo."
Giordano lo affrontò:
"Frankus, la Fiamma Ermetica non è una cianfrusaglia da bancarella!
È il terzo Frammento del Codice Maestro."
Lui sorrise, levigando l'oggetto con un panno di seta:
"Tutto ha un prezzo. Anche la tua rabbia. Te la compro a 3 Oboli e un buono sconto per la tua prossima delusione."
Brian strimpellò una nota stonata:
"Amico, il suo sorriso vale meno della mia birra scaduta. E quella sa di piede."
"Il prezzo è il prezzo" tagliò corto Frankus, i suoi occhi-moneta finalmente si posarono su Giordano.
"Ma non è a te che lo venderò. Tu sei... irrequieto. Impulsivo.
Un miscuglio pericoloso. Io tratto solo con chi ha autorità.
Portami da Lorenzo.
Né il Velo né il Nucleo mi interessano. Mi interessano gli affari.
E Lorenzo è un uomo d'affari."
Giordano serrò i pugni.
Frankus non voleva negoziare.
Voleva un accesso diretto al cuore del Nucleo.
E teneva il frammento come merce di scambio.
"Va bene" disse Giordano, con un sorriso tagliente.
Consapevole di avere, per una volta, il vantaggio dell'iniziativa.
" Sei libero di andare All'Osservatorio del Nucleo ad Agridonia.
Vai a parlare con lui. Vediamo se la tua neutralità regge al suo sguardo."
Frankus annuì, soddisfatto. L'accordo, di fatto, non era stato stretto.
Il Frammento rimaneva con lui.
I tre si allontanarono dalle rovine, il silenzio tra loro era pesante.
La missione era fallita.
Ma ora avevano un problema più urgente.
"E adesso?" chiese Kai.
"Adesso" sospirò Giordano,
"andiamo a riprenderci quel maledetto gatto; ci penserà Lorenzo a recuperare la Fiamma Ermetica"
Si diressero nuovamente verso la Cintura Nebula, con l'amaro in bocca e la certezza che Frankus avesse appena cambiato le regole del gioco.
(La scena della punizione della Custode con Fuffi, già descritta, avverrà al loro ritorno per riprenderlo)
CHIUSURA CON MINACCIA ECONOMICA
"Allora, miei cari investitori di caos, la prossima volta assisterete a:
L'incontro tra Frankus e Lorenzo: il commerciante senza anima e il filosofo senza paura.
Scommettete su chi alzerà prima la voce. Io scometto 10 Oboli che Lorenzo accenderà la sua pipa.
Il conto salato della Custode:
Fuffi presenterà il suo resoconto danni.
"Servizi di sorveglianza: 200 Oboli.
Danni al cuscino di seta: 500.
Pelucchi magici nell'acqua sacra: 1000.
Trattamento antistress con fusa: GRATIS..."
Kai che proverà a usare la chiave muta per chiedere scusa alla moglie (funzionerà? Spoiler: no).
Io, il vostro Narratore, vado a seppellire i miei Oboli nelle Rovine degli Illuminati. Frankus ha già fiutato il mio stipendio...
IL VOSTRO NARRATORE(Tradito dalla Custode, derubato da Frankus, e ora in attesa di essere multato da Fuffi) 😼💸
P.S.: Se incontrate Frankus......offritegli un biscotto di carbone. Forse vi sconta la fine del mondo. Ma vi addebiterà le spese di spedizione.



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