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QUINTA PUNTATA

  • 12 dic 2025
  • Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 27 giu

PUNTATA 5 - S1



STRATEGIA DEL VELO



FABIO APRE


Dite la verità.

Quando pensate al "male assoluto" immaginate fulmini, demoni, o al massimo il commercialista a fine anno.

Invece no.

Il male assoluto, in questo mondo come nel vostro, ha la forma di un uomo seduto a un tavolo di pietra che fa domande ragionevoli con una voce ragionevole e costruisce cose irragionevoli con una precisione che fa spavento.

Oggi entriamo nella testa di Vittorio.

Preparatevi.

Non perché sia un mostro.

Ma perché non lo è abbastanza da renderlo semplice.

Ha perso tutto, ha trasformato il dolore in sistema operativo, e adesso sta sfogliando il grimorio di sua moglie cercando un modo per clonare un gatto magico al contrario.

Se questa frase vi sembra normale, complimenti: siete già dentro il Mondo Giordano.


NEL CRATERE DEL SILENZIO


Vittorio scendeva la scala a spirale della Torre Nera con la lentezza di chi non ha fretta, perché è già arrivato dove voleva.

La luce rossastra della lava filtrava dalle fessure nelle pareti.

Caldo costante, odore di minerale bruciato, l'aria che vibrava sotto i piedi come qualcosa di vivo che non vuole essere calpestato.

La Torre era nata così:

Scavata nella roccia vulcanica quasi a mani nude, subito dopo Agridonia.

Vittorio era sceso nel cratere, aveva appoggiato i palmi sulla pietra e aveva cominciato.

Con quell'ostinazione precisa che hanno le persone che hanno smesso di considerare il dolore fisico una priorità.

Erano arrivati altri, dopo. Richiamati dal suo carisma, tagliente come vetro fuso, del tipo che attira perché non promette calore ma certezza.

Li aveva chiamati Ottenebrati.

Stanza dopo stanza avevano fatto emergere una struttura intera: laboratori, osservatori, corridoi scavati come gole, mura nere e ruvide come cenere compressa.

Non era bella. Era funzionale, che per Vittorio era la stessa cosa.


IL CONSIGLIO


Nel laboratorio lo aspettavano Eddy e Simone.

I primi che aveva reclutato, i migliori strateghi, gli unici a cui permetteva di stare nella stessa stanza senza dover controllare di continuo le uscite.

Eddy incrociò le braccia.

«Ti aspettavamo. Le notizie dal Nucleo sono confermate.»

Simone aprì la mappa di Agridonia sul tavolo di pietra.

«Hanno recuperato i primi tre Frammenti del Codice Maestro.»

Vittorio sfiorò il bordo del tavolo. Liscio al centro, ruvido ai lati, come se qualcuno avesse deciso di finire solo la parte che si vede.

«Perfetto» mormorò.

«Il piano procede. Lasciamoli cercare. Più trovano, più sarà facile portarglieli via.»

Eddy e Simone si scambiarono uno sguardo. Le torce facevano danzare le ombre sulle loro facce nel modo in cui le torce fanno sempre. Senza chiedere permesso, senza smettere.

«Il Nucleo ha più ricercatori di noi» disse Eddy. La mano stringeva istintivamente il calcio della balestra, un gesto che non aveva ancora capito di fare.

«Dovrebbero essere in vantaggio.»

«Eppure non lo sono.» Vittorio si sedette, le mani piatte sul tavolo.

«Stanno facendo esattamente quello che voglio.»

Simone corrugò la fronte. Con un gesto lento abbassò la canna dell'arma che Eddy teneva sollevata. Senza dirlo, solo con la mano.

«E la Custode? La Chiave di Kepek… sei sicuro che non ci si ritorca contro?»

«La Custode non ha idea di essere stata usata» disse Vittorio.

«Il Nucleo crede che io stia collaborando con lei per i Frammenti. E intanto Lorenzo e Giordano la guardano con sospetto. Tutti occupati a guardarsi l'un l'altro.»

«Quindi credi davvero che tra Giordano e la Custode ci sia un legame?»

«Lo sospetto. E il piano prevede anche di metterli uno contro l'altra.» La voce piatta, senza enfasi. Del tipo che fa più paura dell'urlo.

«Se si indeboliscono tra loro, il resto viene da sé.»

Il silenzio tornò. La lava gorgogliava lontana come un secondo cuore che appartiene alla montagna.

«Il piano funziona» disse Simone, con quella riluttanza di chi vorrebbe trovare un difetto e non ci riesce.

«Giordano dubita della Custode. Lorenzo è concentrato sui Frammenti nuovi e trascura quelli che già ha.»

«Esatto. Sta proteggendo la cosa sbagliata.»

Poi il tono cambiò.

Non molto. Quel tanto che basta per far capire che sta per dire una cosa che nessuno vuole sentire.

«C'è un problema però» disse Vittorio.

«Fuffi.»

Eddy deglutì.

«Il… gatto.»

«Non è un gatto qualunque.» Vittorio si alzò, le spalle verso di loro, gli occhi sulle pareti nere.

«Isa l'ha creato. E quella creatura protegge Giordano con qualcosa che ancora non capisco. Se non lo neutralizzo, può mandare in rovina tutto.»

Fece una pausa.

«Dobbiamo creare un essere uguale, qualcosa che gli stia di fronte.»

Simone aprì la bocca. La richiuse. La riaprì.

«Vittorio. Non stai dicendo che vuoi replicare l'incantesimo proibito. Quello che—»

«Quello che ha ucciso mia moglie.»

La voce tremò un secondo. Una crepa piccola, netta. Poi si indurì in qualcosa di più duro.

«Non è stato l'incantesimo. È stato Lorenzo. È stato lui a mandarla in quella missione sapendo che non era in condizioni. L'ha condannata lui.»

Le pareti rimbombarono. Un velo di cenere scese dal soffitto, mosso dall'eco. Piano, quasi gentile, come se la torre cercasse di calmare qualcosa che non si calma.

Eddy e Simone non parlarono.

Vittorio inspirò a fondo. Il petto che si alzava e abbassava con la lentezza di chi sta riprendendo il controllo di qualcosa che gli è già sfuggito una volta.

«Mi occuperò io personalmente. Troverò un modo» disse, piano.

«Anche a costo di rischiare tutto.»

Vittorio si raddrizzò.

Guardò i due uomini davanti a lui con l'espressione di chi ha già deciso e sta solo comunicando.

«C’è un’altra cosa che dovete fare. Radunate degli uomini.

Li mandiamo alle Rovine degli Illuminati.»

«Sorveglianza?» chiese Eddy.

«Il Nucleo sta scavando lì. Cercano reliquie del Vecchio Mondo.» Si sedette, intrecciò le dita. «Tutto quello che trovano potrebbe servire anche a noi. Voglio sapere ogni ritrovamento. Ogni dettaglio.»

«Tecnologia del Vecchio Mondo?»

«La tecnologia del Vecchio Mondo è morta» disse Vittorio, col tono di chi ha già emesso la sentenza.

«Ma Lorenzo ha il talento per ridarle vita. Ed è quello che mi interessa.»

«Due Ottenebrati» continuò.

«Invisibili. Se scoperti, tacciono. Nel modo definitivo. Nessun margine d'errore. Ogni informazione arriva direttamente a me.»

«Chi scegliamo?»

«Uomini che sanno muoversi di notte. Il resto non mi interessa.»

Simone annuì e uscì. Eddy lo seguì.

La porta si chiuse.


IL GRIMORIO DI ISA


Il silenzio calò di colpo. Il tipo di silenzio che nelle stanze vuote ha un peso specifico.

Vittorio rimase immobile qualche secondo.

Poi si voltò verso la piccola biblioteca scavata nella parete.

Prese un diario.

Copertina in cuoio, annerita dal tempo e dal fumo, i bordi consumati dall’usura.

Lo aprì con una lentezza che non era rispetto.

O forse era quello, ma il tipo di rispetto che fa male.

Era il grimorio di Isa.

Le pagine sapevano ancora di magia viva.

Rune, linee di energia disegnate come circuiti, annotazioni buttate giù in fretta con quella calligrafia che riconosceva anche al buio. Sfogliò senza fermarsi, le dita che tremavano appena, finché non arrivò all'ultima pagina.

L'Incantesimo Proibito.

Si chinò sul testo. Gli occhi che scorrevano ogni riga come se volessero tenerla ferma, come se la pagina potesse scappare.

La lava lontana continuava a gorgogliare.

Vittorio cominciò a studiare.


FABIO CHIUDE


Potrei dirvi: il laboratorio tacque, la lava ribollì, il destino del mondo cambiò per sempre.

Fanfara epica. Sipario. Ci vediamo alla prossima.

Non lo faccio perché sarebbe disonesto. E tra me e voi, a questo punto, le bugie non ci stanno più.

La verità è questa: Vittorio sta sfogliando il grimorio di sua moglie cercando un modo per usare la stessa magia che l'ha uccisa. Non perché sia pazzo.

Perché è la persona più razionale della storia, e la sua logica è perfettamente coerente dall'interno.

Questo è il problema con i villani intelligenti.

Non puoi dirgli che hanno torto.

Puoi solo sperare che qualcuno stia dall'altra parte con una logica altrettanto coerente.

Ve lo dico:

quella persona esiste.

Ha una cicatrice a forma di melagrana e non sa ancora perché ce l'ha.

La prossima volta andremo dove il Vecchio Mondo ha lasciato il suo cuore di plastica e silicio, e vedremo cosa succede quando qualcuno cerca di resuscitarlo con candele e rune.

Dal vostro narratore di fiducia, amico invisibile, e persona che questa settimana avrebbe preferito una storia con meno incantesimi proibiti e più aperitivi.

A presto, viandanti.



© Il Mondo Giordano — Giordano Project

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