QUARTA PUNTATA
- il narratote

- 13 nov
- Tempo di lettura: 6 min
PUNTATA SPECIALE:
IL PESO DEL SILENZIO
(Dove un segreto crea un gatto, un sacrificio ignorato consuma un'anima, e il vuoto chiama per nome)
BENVENUTI, SVENTURATI CERCATORI DI VERITÀ SCOMODE
Stasera facciamo qualcosa di profondamente sbagliato e poeticamente necessario:
un viaggio nel passato.
Perché? Perché ho bevuto abbastanza da essere sentimentale, ma non abbastanza da sapere che certe verità bruciano più della mia birra scaduta.
Mentre nel presente Giordano e Brian cercano frammenti e Kai piange per essere stato fregato dalla Custode, noi andiamo alla radice del cancro. All'origine della frattura che ha spezzato non solo due amici, ma un intero mondo.
Questa non è una puntata.
È un'autopsia narrativa.
Scaveremo nel cadavere sepolto del passato per trovare cosa uccise l'amicizia tra Lorenzo e Vittorio.
Spoiler: non fu un tradimento. Fu un lutto non elaborato.
Preparate i fazzoletti e un boccale.
Fabio, il Narratore
"Le storie migliori sono quelle che finiscono male... perché almeno sono oneste."
L'INCANTESIMO PROIBITO
Un anno prima della missione maledetta,
in un laboratorio avvolto dall'odore di terra bagnata e ozono,
Isa compì l'impensabile.
Con le mani che tremavano per lo sforzo e gli occhi verdi opachi di determinazione, unì fango delle terre della cintura nebula,
circuiti delle Rovine degli Illuminati e un frammento della propria anima.
Dal calderone di bronzo emerse Fuffi, il gatto-algoritmo,
la stellina sul petto già pulsante di energia arcana.
Tutti nel Nucleo sapevano dell'incantesimo.
Lorenzo aveva sgridato Isa per la pericolosità del rituale,
Vittorio l'aveva guardata con preoccupazione misto a stupore.
Ma nessuno, nessuno comprese il vero motivo.
Solo Isa sapeva che la Custode della Nebbia era sua sorella Sara, corrotta dal Mantello Vivente.
Un segreto che si portava dentro per proteggerla, Fuffi doveva essere un faro per riportarla a casa.
"Perché, Isa?"
le aveva chiesto Vittorio, vedendola pallida e consumata dopo il rituale.
"È necessario,"
era stata l'unica risposta, gli occhi pieni di un dolore che non poteva condividere.
Fuffi partì per la Cintura Nebula, come programmato.
LA MISSIONE MALEDETTA
Anche dopo un anno, il prezzo dell'incantesimo continuava a essere pagato. Isa non era più la stessa.
Il fuoco che l'aveva resa la più temeraria esploratrice del Nucleo si era spento in una fiamma smorta.
Camminava come se portasse un peso invisibile, e le sue risate
- un tempo simili a cristalli che si infrangevano sul metallo -
erano diventate rare, quasi delle reminiscenze.
Quando Lorenzo annunciò la missione alle Montagne dei Sussurri,
Vittorio si oppose con ferocia.
"Non è in condizioni!"
disse, guardando Isa che ascoltava in silenzio, le occhiaie profonde come ombre.
"Solo voi due assieme potete far fronte ai sussurri, e La Tavola di Smeraldo può essere decifrata solo da lei,"
replicò Lorenzo, la voce carica della responsabilità di guidare.
"E Agridonia ne ha bisogno."
Isa alzò lo sguardo.
"Andrò."
La sua voce era un filo di sé, ma la decisione era di ferro.
"È il mio dovere."
Era un atto di eroismo temerario.
LA SALITA VERSO L'ABISSO
Le Montagne dei Sussurri erano scheletri di pietra nera.
Fin dall'inizio, Isa lottava.
Il suo respiro era affannoso, i passi incerti.
Vittorio le stava costantemente accanto, un braccio pronto a sostenerla.
"Torna indietro,"
le implorò dopo che, superando un crepaccio, lei inciampò e lui la afferrò per un braccio appena in tempo.
Lei scosse la testa, gli occhi persi nella nebbia che li avvolgeva.
"Devo farlo. Per tutti noi."
I Sussurri arrivarono, e trovarono un'anima già svuotata, le cui difese erano state consumate un anno prima.
"Sei debole, Isa... Hai fallito con tua sorella... Fallirai anche qui…"
Ma le poche forze che gli rimanevano la fecero proseguire.
IL VOLO NEL VUOTO
Quando raggiunsero la vetta, Isa era un guscio.
La Tavola di Smeraldo era lì, sospesa su un abisso senza fondo, incastonata in un arco di ossa.
Le sue sette leggi brillavano di una luce verdastra, ipnotica.
Isa corse verso di essa.
Ne vide solamente sei, le dita che sfioravano i glifi, ma i suoi occhi non riuscivano a decifrare le scritte.
Poi, il sussurro finale, quello che colpì il cuore del suo essere di madre:
"Mamma... aiutami, ti prego..."
- la voce di Giordano.
I suoi occhi verdi si persero in un oblio.
"Mi chiama,"
mormorò, con un sorriso estatico e innaturale.
Vittorio urlò, tese una mano.
"Isa, è un inganno! È il vuoto!"
Ma per lei, svuotata dalla doppia eredità del sacrificio
- l'incantesimo segreto e la missione pubblica -
non c'era più differenza tra realtà e menzogna.
Si lasciò cadere all'indietro, nel nulla.
Vittorio rimase in ginocchio sul bordo dell'abisso, mentre il vento gli rubava le lacrime prima che potessero cadere.
IL RITORNO DEL FANTASMA
Vittorio tornò ad Agridonia, un uomo spezzato.
"Dov'è Isa?"
chiese Lorenzo, il volto un maschera di terrore.
"I sussurri,"
fu l'unica parola di Vittorio, una condanna per entrambi.
Nei giorni seguenti, Lorenzo si rinchiuse nel suo studio.
Sulla scrivania, il ritratto di Isa che rideva.
Lo girò, incapace di sopportare il peso di quello sguardo.
La domanda lo torturava:
"Perché l'ho mandata? Perché, nonostante sapessi che non si era più ripresa, l'ho mandata lo stesso?"
Poche notti dopo, una piccola ombra si presentò alle porte di Agridonia. Era Fuffi.
Il gatto, come se un filo invisibile lo legasse ancora alla sua creatrice, era tornato.
Non andò da Lorenzo o da Vittorio.
Andò dritto nella stanza del piccolo Giordano, che dormiva ignaro, e si acciambellò ai suoi piedi, come a proteggerlo.
Un dono fallito di una madre alla sorella, che diventava il guardiano silenzioso del figlio.
I TRE ANNI DEL GELO
Negli anni anni che seguirono, assistemmo alla lenta metamorfosi di un uomo in un monumento al dolore.
Vittorio, che era stato un visionario appassionato, divenne un calcolatore freddo.
Il suo pensiero si contorse come un ramo avvelenato:
Durante un consiglio sui frammenti, oppose per la prima volta Lorenzo. "Distribuire conoscenza è come dare fuoco a bambini",
disse, le mani che non tremavano più.
In una riunione sulle Scuole dei Venti, il suo sguardo si fece di ghiaccio.
"La libertà che proponi è anarchia. Senza controllo, il sapere diventa arma."
Le discussioni si fecero più aspre.
"I Frammenti non sono giocattoli per il popolo, Lorenzo. Sono strumenti per pochi eletti."
Ormai parlava solo in aforismi taglienti.
"La verità senza guida è più pericolosa della menzogna.
Tu vuoi illuminare, io voglio proteggere."
Il suo amore per Giordano si trasformò in ossessione controllante.
Quando il bambino, ora di quattro anni e mezzo con gli stessi capelli neri di Isa, cercava di abbracciarlo, Vittorio si irrigidiva.
"Le emozioni sono un lusso che non possiamo permetterci",
sussurrava, allontanando quelle mani che ricordavano troppo sua madre. Lorenzo lo guardava, impotente, mentre il suo amico di una vita scivolava in un abisso che nessuna parola poteva raggiungere.
LA NOTTE DEL TRADIMENTO
Tre anni dopo la morte di Isa, in una notte senza stelle,
Vittorio entrò nella stanza di Giordano.
Il bambino di cinque anni dormiva, e Fuffi, acciambellato ai suoi piedi, alzò appena la testa, osservando con occhi che conoscevano un segreto mai svelato.
In mano, Vittorio stringeva il Pugnale-Alambicco.
"Ti renderò forte,"
sussurrò all'orecchio del figlio, in un miscuglio di amore e follia.
"Ti proteggerò da un mondo che uccide le sue eroine."
La lama scese.
Il sigillo a melagrana fu inciso.
Un gemito soffocato di Giordano, un miagolio di protesta di Fuffi.
Poi il silenzio.
Vittorio fuggì nel cratere del silenzio, fondando Il Velo.
Il suo messaggio a Lorenzo:
"I vostri figli mi serviranno in ginocchio.
Tu vivrai sapendo che è colpa tua."
IL NARRATORE CHIUDE LA TRAGEDIA
E così, il cerchio si chiude.
Isa morì per un segreto che nessuno comprese.
Un amore per una sorella perduta, che la consumò.
Un amore per la sua famiglia e Agridonia, che la finì.
Fuffi, il suo dono rifiutato, divenne il guardiano del suo più grande amore: Giordano.
La cicatrice del bambino non è solo l'ossessione di un padre.
È l'epilogo di due sacrifici materni: uno segreto e uno pubblico, entrambi incompresi.
Morale della storia?
Le verità non dette sono veleno che scava lentamente.
E i più grandi atti d'amore rischiano di essere ricordati solo come follia.
Con un nodo in gola (e uno sguardo a Fuffi, l'ultimo custode di un segreto di famiglia),
Il Vostro Narratore
(che ora va a bruciare una lettera che non scriverà mai) 😼🗝️
POST-SCRIPTUM DELL'ASSENZA:
La prossima volta che vedrete Fuffi fissare la Cintura Nebula...
O Lorenzo evitare lo sguardo di Giordano...
O sentirete parlare della Custode...
Ricordatevi di Sara. Ricordatevi del sacrificio segreto di una sorella.
E chiedetevi quante altre verità giacciono sepolte sotto il peso del silenzio.



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