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PRIMA PUNTATA

Aggiornamento: 13 nov

LA NEBBIOSA, L'INGENUO E IL SEGNO DEL VELO

"Storia di una chiave che valeva meno dell’idea che l’aveva ispirata"


(raccontata da chi sa come va a finire... ma fa finta di no)



Cari viandanti dalle tasche bucate,

sedetevi stretti!

La storia che stasera vi sussurro comincia al 

Centro Le Maschere, dove l’aria sapeva di birra scaduta e filosofia a buon mercato.

Lì, tra risate magiche e vapori alchemici, 

Giordano – col cuore per metà luce e per metà ombra – ascoltava il suo amico Brian il Menestrello sparare sentenze su "Come liberare l’Essere Umano dalle Catene dell’Io".

«Roba leggera, no?» 

pensò Giordano, osservando la sua cicatrice a forma di melagrana riflessa nel boccale.

Ma il monologo di Brian fu interrotto da un urlo. 

BAM! Spuntò un Viandante più trafelato di un gatto in una fabbrica di fisarmoniche.

Era Kai, e brandiva un pezzo di legno grezzo come fosse un serpente velenoso.

«La Custode della Nebbiaeeeeh!» ululò, crollando su un barile. 

«Mi ha fottuto il Frammento! Mi ha dato sto legno schifoso!».

Giordano lo squadrò.

Non per fare il sapientone, ma perché riconobbe quel legno: era la Chiave di Kepek,

usata dagli Ottenebrati del Velo per creare illusioni momentanee. 

Povero allocco pensò,

ma lo pensò con tenerezza e una punta di rassegnazione.

E come un fiume in piena,

Kai cominciò il suo racconto tra i singhiozzi: 


LA CHIAVE LUCCICANTE


«C’ero io, nelle Rovine degli Illuminati, a scavare come una talpa con il raffreddore.

Quando CIASH! Trovo la Fiamma Ermetica!

Il Frammento n°3!

Quello che fa “Gnam gnam, sono epico!”».


Brian sospirò: 

«Amico, se un giorno trovi un diamante, nascondilo nelle mutande. Consiglio filosofico gratis».


Kai continuò, tremante: 

«Poi giunto alla Cintura Nebula appare lei...

La Custode della Nebbia, stupenda, occhi di ghiaccio e sorriso di miele.

Mi fa:

“Caro, ti do la Chiave di Salomone per quel cosetto luccicante”.

E io? come un fesso:

“Naaaa, la Fiamma è più figa!”.

E lei, con quel fascino da chi sa come fotterti:

“Guardala bene, questa chiave apre le Porte del Destino!

Hai presente? Quelle con scritto VIP Only!”».

«Poi estrae un aggeggio dorato, luccicava come il fondoschiena degli angeli, e me lo ficca in mano.

“Taaaac!” fa.

“Affare fatto?”.

E io:

“SIIIIH!”.

E lei:

“Ciao ciao, allocco!”

E SVANISCE.

Ma poco dopo quando guardo meglio... la chiave di Salomone era diventata sto schifo di legno!».


Giordano prese il legno.

Lo rigirò, è... oh meraviglia,

vide un simbolino a forma di melagrana spezzata.

Proprio come la sua cicatrice. 

«Amico» 

disse, con voce più dolce di una torta avvelenata, 

«La Custode ti ha fatto un incantesimo di illusione e non ha solo fregato te.

Ha mandato un messaggio. A me.

Vedi questo simbolo?

È un segno del Velo...

o forse è solo mio padre che dice:

“Hihihi, ti sto guardando!”».


Poi, con un lampo negli occhi

– di quelli che fanno venire voglia di controllare il portafogli –

aggiunse: 

«Ma so perfettamente cosa fare. E ora...».

Qui s’interruppe, perché stava già pensando a come trasformare quel legno in trappola per streghe. 

«...ora preparerò un regalino per la Custode.

Con tanto di sorpresa!».

Si alzò di scatto e corse verso l’Osservatorio del Nucleo, lasciando Brian e Kai a finire la loro birra.



OSSERVATORIO DEL NUCLEO


Nella sala delle trasmutazioni,

la Chiave di Kepek giaceva sul tavolo d’ebanite dell’Osservatorio,

un oggetto umile tra tecnologia e stregoneria.

Il suo legno grezzo assorbiva la luce blu degli ologrammi come una spugna assetata. 

«Pesa più di un frammento, questa robaccia» 

borbottò Ermes, l’Alchimista Capo, la cui barba grigia odorava di zenzero e ozono. 

«Sembra... affamata».

Intorno, macchine a vapore fischiavano ritmicamente. 

Lorenzo osservava in silenzio,

le rughe sulla fronte più profonde del solito.

Nel suo sguardo, Giordano lesse il ricordo di Vittorio 

– quel tradimento non era mai guarito.

Ermes immerse la chiave in un calderone di bronzo.

Il liquido viola dentro ribollì, emanando vapori di menta e memoria perduta. 

«Solve et Coagula!» 

intonarono gli alchimisti.

Le fiamme danzarono, proiettando ombre a forma di dita scheletriche.

Giordano sentì un dolore acuto alla nuca.

La sua cicatrice pulsava all’unisono col battito della chiave nel liquido. 

Che legame c’è tra me e quest’oggetto? 

pensò, stringendo i pugni.

Quando Ermes estrasse la chiave, era cambiata:

luccicava come bagnata da rugiada cosmica,

la melagrana incisa brillava di nero vellutato,

e una lieve vibrazione ne usciva,

simile a un carillon distorto.

«Ecco» 

sibilò Ermes. 

«Ora scotta le bugie e... canta se esposta a troppa verità.

Una maledizione gentile».

Lorenzo si avvicinò, l’ombra lunga come un uccello notturno: 

«È un parassita, Giordano. Nutrito di magia sporca.

Anche se l’abbiamo trasmutata è sempre un oggetto maledetto.

Fai attenzione, Vittorio potrebbe essere

responsabile della sua creazione».


Nella sala mappe olografiche, Giordano puntò un dito sulla Cintura Nebula: 

«Le offriremo Fuffi» 

dichiarò. 

«Mia madre glielo regalò prima di morire.

La Custode ne è ossessionata».

Lorenzo lo guardò con occhi tristi: 

«Tua madre aveva una connessione strana con la Custode. Quel gatto è il frutto di un incantesimo molto potente e pericoloso:

Isa fece una statuina d’argilla di un gatto e ci uní un oggetto trovato nelle rovine fatto di circuiti riciclati.

Poi con un rituale trasformo quella unione in Fuffi.

Voleva darlo alla Custode, ma lei non lo volle.

Quando tua madre morì, Fuffi si stabilì qui».


Ermes aprì una gabbia di ottone. 

Fuffi ne uscì, stirandosi con grazia felina, la stella dorata sul pancino palpitava come una lucciola.

Il suo miagolio fu un accordo perfetto che fece vibrare i vetri delle ampolle. 

«Fuffi negozierà la Fiamma» 

propose Giordano. 

«Se rifiuta... beh, si leccherà le palle finché non urla la verità».



PIAZZA DEGLI ECHI


Nella Piazza degli Echi, al calar della sera, le lanterne a vapore proiettavano danze di luce.

Kai fissava la chiave potenziata che Giordano gli porgeva. 

«Scotta se si mente, e... canta pure» 

spiegò Giordano. 

«Non usarla dopo cena, potrebbe mettersi a duettare con la luna».

Kai la strinse. Un calore lieve gli salì lungo il braccio: 

«Perfetto! Finalmente saprò se mia moglie mente quando dice che la mia zuppa è buona».

La chiave emise un trillo sommesso, come una risatina metallica.



DINUOVO AL CENTRO LE MASCHERE


Al Centro Le Maschere,

tra risate stonate e l’odore di birra rancida,

Giordano e Brian si appartarono in un angolo.

Il Menestrello strimpellò una nota sul suo liuto-corvo. 

«Quella cicatrice oggi pulsava come un cuore arrabbiato» 

osservò Brian.

Giordano si toccò la nuca: 

«Mio padre me l’incise la notte che fuggì. Avevo cinque anni, non ricordo nulla di quella notte, ma devo scoprire il perché.

Brian suonò una melodia spezzata: 

«Lui voleva un soldato perfetto. Tu sei... un poema imperfetto. Più bello, perché sincero».


FINE CON METAFORA GRATIS


«E così, miei cari spettatori di disgrazie altrui» 

Le luci si spengono lentamente.

«impariamo che le streghe son come i contratti:

se sembrano troppo buone, è perché sono fregature con le gambe.

I Frammenti non vanno sventolati come mutande al vento. Questa storia è come la Chiave di Kepek:

sembra legno grezzo, ma può avere valore e contenere schegge di verità.

Sembra un gioco, ma scotta come il rimorso».


«Guardate Fuffi, il gatto negoziatore:

domani affronterà la Custode nella nebbia.

Riuscirà a scambiare le sue fusa per la Fiamma Ermetica?

O la Custode gli ruberà anche il ronzio?

E Kai... ah, Kai!

La sua chiave canterina svelerà bugie matrimoniali? Scommetto dieci Oboli che sua moglie gli nasconde una collezione di calzini bucati».


«Ma il vero mistero è nella nuca di Giordano:

perché il simbolo della chiave somiglia alla sua cicatrice? Perché sua madre regalò un gatto magico alla Custode? Ricordate:

le storie migliori sono come la nebbia della Cintura Nebula... dense, pericolose, e piene di truffatori eleganti.


A presto, cercatori di guai!

E attenti alle chiavi luccicanti...

specialmente se offerte da streghe coi capelli ramati. Dormite con queste domande, viandanti. La prossima luna porterà risposte... e altre domande».

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