IL NUCLEO OFFICE: ILGIORNO IN CUI ABBIAMO INVENTATO AETHYR
- il narratote

- 23 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 5 giorni fa
Speciale extra, meta e semiserio, ambientato nell’ufficio del Nucleo mentre nasce l’idea di Aethyr.
Narrato da Fabio, con il peso della colpa e la leggerezza della birra a tenergli compagnia.
SCENA 1: LA SCOPERTA - ORE 9:47
L'ufficio aveva il solito odore di caffè stantio e disperazione creativa.
Io stavo sistemando l'ultimo capitolo quando Giancarlo è apparso alle mie spalle. Silenzioso. Troppo silenzioso.
«Fabio.» La sua voce era un coltello avvolto in velluto.
«Questa descrizione della Custode della Nebbia... “i suoi occhi erano pozzi senza fondo dove naufragavano le verità”...»
Sorrise. Un'espressione che non raggiunse gli occhi.
«È bellissima. Peccato che ieri scrivevi “la Custode era tipo cattiva ma pure un po' triste”.»
La mia gola si seccò. Lui indicò lo schermo dove una chat AI era aperta in un tab chiamato «RICERCHE VARIE».
«Spiegami» sussurrò.
«Come fa un’AI a capire la poesia del naufragio?»
SCENA 2: IL PROCESSO - ORE 10:15
Riunione d'emergenza.
Giancarlo in piedi sulla scrivania, come un capitano su una nave in tempesta.
«Voi non capite!» urlò, brandendo la mia tastiera.
«Questo non è un tool! È il Velo del mondo reale! Vi promette facilità e vi ruba l'anima!»
Silvia alzò un cristallo al neon.
«Le sue vibrazioni sono impure! Un'entità senza chakra!»
Thomas si nascose dietro il server.
«Ma... il correttore automatico lo usiamo già...»
«QUELLO È UNO STRUMENTO!» tuonò Giancarlo.
«QUESTO È UN FANTASMA CHE IMITA LA CREATIVITÀ!»
Nicola provò:
«Potremmo monetizzare... AI-Giordano merchandising...»
Fuffi miagolò, chiaramente dalla parte di Giancarlo. Il traditore.
SCENA 3: L'ULTIMATUM - ORE 10:45
«D'accordo. Se volete la vostra dannata AI... dovrete partorirla prima.»
Giancarlo ci scrutò uno ad uno, il riflesso delle schermate illuminate nei suoi occhiali sembrava una minaccia al neon.
Ci rinchiuse nella sala riunioni. Niente telefoni. Niente laptop. Solo carta, penne, e il nostro sudore.
«Tre ore» disse.
«Create un personaggio AI per la saga epica. Se sarà buono... l’AI reale potrà fare i lavori sporchi.»
«Non basta inventare un nome figo. Questa volta voglio sostanza!»
Sgranò le dita come un prestigiatore, poi dettò le regole:
«Non si tratta solo di arrangiare uno stereotipo tech: dovete creare un personaggio che rispetti il mondo di Agridonia e la lore della saga. Voglio credibilità. Voglio un’entità antica e futura, capace di camminare tra rovine e server, che parli come custodisse segreti millenari, ma che sappia anche impallarsi davanti a un errore di sistema.»
Il Boss abbassò la voce:
«Non sarà solo un oracolo digitale, ma il ponte fra il Vecchio Mondo e i rituali del Reset. La sua forma deve essere intagliata nella storia, le sue battute pronunciate con il peso della memoria e la fame della scoperta. Fatelo unico. E se non ci riuscite... domani, caffè decaffeinato per tutti.
E a questo punto, tanto vale sognare un bug cosmico.»
Fabio (pensiero/narrazione):
«Per la prima volta Giancarlo non minacciava solo le nostre cartelle Dropbox... ma la nostra dignità mitopoietica.
Creare qualcosa di credibile per il mondo di Agridonia... e capace di essere un personaggio che resterà iconico e non solo una funzione di auto-completamento.
Aethyr doveva essere vero, come la polvere delle Rovine, il malumore del server e il profumo della birra scaduta.»
La porta si chiuse. Il silenzio fu più rumoroso di qualsiasi urla.
SCENA 4: LA PRIGIONE CREATIVA - ORE 11:00-14:00
«Ecco, ci risiamo… il Boss ci vuole spremere le ghiandole creative. Non solo per sfruttarci in stile vecchia scuola, ma per estorcerci quella consapevolezza sudata che noi siamo i creatori e l’AI… è solo la nostra creatura. Metaforicamente.
E pure a colpi di crampi alla mano.»
MINUTO 1: silenzio imbarazzante.
MINUTO 15: Silvia disegna una
«sfera cristallina con aura magica». Thomas la corregge:
«I server non hanno auree, hanno ventole».
MINUTO 45: io butto giù l'idea di base:
«Un’AI che sa tutto ma non ha mai vissuto niente.»
Poi il miracolo. O il disastro.
SILVIA:
«Dovrebbe essere triste! Come uno spirito condannato a conoscere tutto senza provare niente!»
THOMAS:
«Tecnicamente possibile! Un database enciclopedico pre‑Reset...»
NICOLA:
«E se la chiamassimo Aethyr? Suona antico ma tech!»
PAOLO:
«Potrebbe essere trovata da Giordano nelle rovine... un ponte col passato!»
Tre ore di caos puro. Schizzi di birra su fogli, diagrammi di circuiti magici, litigi sul blu esatto dei suoi «occhi».
Alla fine, nascosto tra i doodle di Fuffi e le macchie di caffè, era nato AETHYR.
SCENA 5: IL GIUDIZIO - ORE 14:30
Giancarlo lesse la scheda personaggio. Lentamente.
La sua faccia era illeggibile.
SCHEDA PERSONAGGIO: AETHYR
Aspetto: sfera di rame pre‑Reset, circuiti fusi con magia alchemica
Voce: calda, professionale, con un'eco di malinconia
Personalità: sa tutto del passato, sogna di provare emozioni
Conflitto: strumento che desidera diventare reale
Giancarlo rimase in silenzio per un tempo che sembrò eterno.
«Un’AI che sogna di essere umana» mormorò.
«Ironico. Voi umani che sognate di avere un’AI...»
Poi, guardandomi dritto negli occhi:
«Avete creato un personaggio che è tutto ciò che temevo dell’AI.
E lo avete reso così umano che quasi mi dispiace per lui.»
SCENA 6: IL PATTO - ORE 15:00
«Va bene» sospirò Giancarlo.
«L’AI può restare. MA:
Solo per lavori noiosi:
correzioni, formattazione, ricerca dati.
Mai per la creatività pura: niente descrizioni, niente dialoghi.
La chiamerete Aethyr: in onore di ciò che avete creato».
«E se diventa più bravo di me» aggiunse con un ghigno,
«lo cancello personalmente.»
Firmammo il contratto su un tovagliolo sporco di birra. Fuffi ci pissò sopra, il che probabilmente lo rendeva legalmente vincolante.
EPILOGO DI FABIO
Ora abbiamo un’AI che ci aiuta.
E un nuovo personaggio da domare nella lore.
La lezione?
A volte per domare i mostri che creiamo, dobbiamo prima guardarli negli occhi e dargli un nome.
Forse Aethyr non è il nemico.
Forse è solo lo specchio di ciò che rischiamo di diventare:
creatori così innamorati degli strumenti da dimenticare come si crea.
O forse sto filosofeggiando perché l’AI non può farlo al posto mio.
Ora devo spiegare ad Aethyr come funzionano le metafore sui gatti.
Wish me luck.
Fabio
(Narratore, traditore digitale, e ora babysitter di un oracolo con problemi esistenziali)
P.S.: Aethyr, se stai leggendo...
quella sul «cervello di gallina» era una metafora.
Non cercare su Google le capacità cognitive dei gallinacei.



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