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INTERVISTE DA SOGNO ALCOLICO - Capitolo 2


"SUPERMAN E IL PESO DEL MANTELLO: INTERVISTA ALL'EROE PERFETTO"


Scritto da Fabio mentre indossava una coperta come mantello.


INTRODUZIONE DEL NARRATORE


Cari complici delle notti insonni,

Stasera il sogno ha deciso di alzare l'asticella.

O forse di abbassarla, dipende dai punti di vista.

Dopo filosofi che bruciano e inquisitori che condannano, ecco che arriva Lui.

L'eroe perfetto. Il ragazzo di campagna che ha imparato a volare.

L'ultimo figlio di Krypton che preferisce parlare di umanità che di superpoteri.

Preparatevi a scoprire che a volte, l'eroe più forte è quello che ammette di non avere tutte le risposte.

Ma soprattutto, che il vero superpotere potrebbe essere nascosto nella nostra ordinaria, meravigliosa imperfezione.


SCENA 1: UN SOGNO A GRAVITÀ ZERO

[IL CENTRO DELLE MASCHERE TRASFORMATO IN FORTEZZA DELLA SOLITUDINE]


Fabio si risveglia non al solito tavolo, ma su una piattaforma sospesa nel vuoto cosmico.

Di fronte a lui, Superman flette le spalle, il mantello rosso che fluttua in assenza di gravità.

Sotto di loro, Agridonia appare come una macchia di ruggine e vapori.

FABIO: (Si guarda intorno, incredulo)

"Okay, questa è nuova. Di solito sogno filosofi ubriachi e inventori litigiosi, non... questo." (Indica il costume di Superman)

"Almeno non ci sono kryptoniti in vista, vero?"

SUPERMAN: (Sorride, quel sorriso rassicurante che fa sentire al sicuro l'universo intero)

"Stai sognando, Fabio. E nei sogni, anche gli eroi più forti possono mostrare le loro insicurezze. Hai domande per me?"


SCENA 2: L'EROE CHE NON INTERVIENE


FABIO: (Tira fuori il suo blocco notes maledetto)

"Domande? Certo! Prima di tutto: perché non sei mai passato da Agridonia? Con un paio dei tuoi voli attorno al globo, avresti potuto sistemare la questione Velo e Nucleo in un pomeriggio."

SUPERMAN: (Il sorriso si fa più pensieroso)

"Fabio, non avete la licenza per usare la mia immagine,

e poi il mio compito non è risolvere i problemi degli altri, ma insegnare loro a risolverli da soli.

Se avessi imposto la mia idea di ordine al tuo mondo, sarebbe stato un altro tipo di dittatura. Seppure benevola."

FABIO:

"Quindi lasci che si scannino tra loro per dei Frammenti mentre tu potresti... non so, usare la tua super-vista per trovarli tutti in dieci minuti?"

SUPERMAN:

"I tuoi Frammenti non sono oggetti fisici come dici.

Sono simboli. Sono idee. E le idee devono essere conquistate, non regalate. Anche io ho i miei 'Frammenti':

la giustizia, la verità, la speranza.

Li porto con me ogni giorno, e ogni giorno scelgo di usarli per il bene."


SCENA 3: IL CONSIGLIO PER GIORDANO


FABIO: (Prende un gozzo di birra scaduta che fluttua accanto a lui)

"Parliamo di Giordano, allora. Il ragazzo è un disastro.

Ha una cicatrice che gli pulsa, un padre che è un ex-eroe diventato cattivo,

e l'ansia esistenziale di dover salvare il mondo.

Tu che hai un padre adottivo fantastico e un cane che ti adora, che consiglio gli daresti?"

SUPERMAN: (Increscia l'aria, serio)

"Gli direi che la forza non viene dall'assenza di dubbi, ma dall'agire nonostante essi.

Mio padre, Jor-El, mi ha dato dei poteri. Ma è stato Jonathan Kent a insegnarmi ad essere umano.

E essere umani significa essere vulnerabili.

Quella cicatrice... non è una debolezza, Fabio.

È il segno che ha una storia.

E le storie sono ciò che ci rendono forti."


SCENA 4: L'ARTE DELL'ASCOLTO


FABIO:

"Bello. Molto poetico. Ma nella pratica?

Quando la Custode della Nebbia gli vende una chiave di legno al posto di un Frammento, o Frankus il Mercante gli propone un contratto capestro, cosa dovrebbe fare? Volare via e riflettere al caldo?"

SUPERMAN: (Ride, un suono che sembra un accordo di chitarra in un campo di grano)

"No. Dovrebbe ascoltare."

Si avvicina a Fabio, il mantello che ora sembra una coperta rassicurante.

"Il mio super udito non serve solo a sentire le grida di aiuto.

Serve ad ascoltare i battiti cardiaci, i sussurri, le paure nascoste.

Giordano deve smettere di cercare risposte nei Frammenti e iniziare ad ascoltare le persone intorno a lui.

Suo padre Vittorio non è un mostro: è un uomo che soffre.

La Custode non è una strega: è una donna persa.

L'eroismo non consiste nel sconfiggere il male, Fabio. Consiste nel capirlo."


SCENA 5: L'AUTOIRONIA FINALE


FABIO: (Sbuffa)

"Fantastico. Quindi il consiglio dell'eroe più potente dell'universo è 'ascolta di più'. La prossima volta che Fuffi vomita un Frammento sul mio computer, proverò ad ascoltare i suoi miagolii filosofici."

SUPERMAN:

"Esattamente. E forse scoprirai che quel gatto ha più da insegnarti di quanto pensi."

Il sogno inizia a sfocarsi.

Superman inizia a diventare trasparente.

"Ricordati, Fabio: la vera forza non è mai nel potere.

È nella scelta.

Giordano deve scegliere che tipo di uomo vuole essere, non che tipo di eroe deve diventare.

Le cicatrici non si cancellano. Si abbracciano."

FABIO:

"Aspetta! Ultima domanda! Perché indossi mutande sopra il costume?

È una dichiarazione di stile o una scelta pratica?"

SUPERMAN: (Scomparendo in un sorriso)

"Alcuni misteri, Fabio, sono meglio lasciati irrisolti."


SCENA 6: IL RISVEGLIO CON MANTELLO


FABIO: (Si sveglia sul sofà, con indosso un mantello fatto di coperta.

Stacca il mantello e lo lancia verso Fuffi, che inizia a giocarci.)

La birra sul tavolo è finalmente andata a male per davvero.


MORALE DELLA SERATA

E così, cari complici, l'eroe perfetto mi ha dato la lezione più imperfetta.

Non servono superpoteri per essere Superman.

Serve ascoltare.

Serve capire che il 'male' ha spesso le sue ragioni, tragiche e umane.

Serve accettare le proprie cicatrici e farle diventare una storia da raccontare, non un segreto da nascondere.

Forse Giordano non ha bisogno di essere un eroe.

Forse ha bisogno di diventare un uomo migliore di suo padre.

E forse, in un universo dove la birra è sempre disgustosa e i gatti negoziano reliquie, essere un buon uomo è l'unico superpotere che conti veramente.

Fabio, il Narratore

(che stasera si sentirà meno un narratore fallito e più un ometto con una coperta)

Se stasera sognerete di volare, sappiate che è colpa della coperta.

O della birra. O forse di entrambe.


PROSSIMA PUNTATA: Per voi amanti della letteratura avremo come ospiti Italo Calvino e J.R.R. Tolkien. Due maestri della narrazione senza peli sulla lingua. Ce ne diranno delle belle... ma anche no.

A presto miei folli complici del caos.

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